Storie di cucito: intervista a Lucia | lucidilucia_

by Ladulsatina

Questo mese sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia: i primi di Giugno è uscito il nuovo corso di cucito online e poi mi sono presa una settimana di riposo al mare, mi ci voleva! Riesco quindi a pubblicare solo oggi la storia di cucito di questo mese, che è quella di Lucia AKA lucidilucia_ su Instagram.

Lucia è modenese e vive in Inghilterra da dieci anni, dove lavora nel campo dell’healthcare data consulting (anche se fino a poco tempo fa è stata un medico pediatra). Ha iniziato a sperimentare con il cucito da ragazzina creandosi i costumi delle feste di Halloween e carnevale. Ha iniziato a fare sul serio e a cucirsi i propri vestiti nel 2018 e durante la pandemia il cucito è stato per lei un’ancora per non lasciarsi sprofondare in quello che viveva al lavoro come medico.

Ecco la storia di cucito di Lucia 🤗


Ciao, presentati!

Ciao a tutti! Mi chiamo Lucia, dal cuore Modenese, trapiantata in Inghilterra da dieci anni, dove abito con mio marito George e i nostri due gatti, Pan e Suki.

La domanda sul cosa faccio nella vita è un po’ più complicata – fino a qualche mese fa vi avrei potuto dire che ero medico pediatra, ma ho fatto un cambio radicale e adesso lavoro in healthcare data consulting …si, lo so, non chiedetelo neanche a me!

Lucia indossa una blusa che si è cucita.

Come, quando e perché hai iniziato a cucire? 

La prima volta in assoluto che ho fatto amicizia con una macchina da cucire ero una ragazzina intenta a cucirmi i costumi delle feste di Halloween e carnevale. L’amore è poi sbocciato definitivamente nel 2018, quando ho comprato la mia prima macchina da cucire usata (una vecchissima Singer che però cuciva spavalda!). Mi è sempre dispiaciuto non riuscire a trovare abiti che si adattavano alla mia personalità e stile di anno in anno, quando i nuovi trend rimpiazzavano i vecchi, e cucirmi abiti da sola mi sembrava la soluzione perfetta. Ho poi scoperto che tutto il processo di ideare un abito, scegliere la stoffa, ritagliarla e cucirla ridava vita alla mia creatività soppressa dalle lunghe ore di lavoro, ed è stato un’ancora indispensabile per non lasciarmi sprofondare in quello che vivevo al lavoro nei mesi della pandemia. 

Lucia indossa una Kalle Shirt in stoffa Lady McElroy

Qual è il primo capo che hai cucito? Com’è andata?

Il mio primissimo capo è stata una maglia copiata da un abito del mio guardaroba che adoravo. Completa di pince, fodera e anche una zip! Sì, sì, mi ero lanciata senza mezze misure. Tutto considerato, mi è andato anche bene, e se non fosse che il colore non mi piace più così tanto, la indosserei ancora. Ammetto che i capi realizzati in quei primi mesi sono stati tutti un po’ un tiro a dadi… ma è stato un viaggio divertentissimo (anche se con qualche lacrimuccia e qualche capello di meno)!

Qual è il capo che hai cucito a cui sei più legata? Perchè?

Trovo un po’ difficile sceglierne solo uno, ma se proprio devo, non posso che scegliere l’abito che ho realizzato da indossare al matrimonio di mia sorella. È un Lois Dress della compagnia Tessuti – un cartamodello che adoro, e ho realizzato già altre volte – cucito in una crêpe di seta color mattone. Mi è piaciuto moltissimo cucirlo, tenere in mano quella stoffa così speciale, e adesso che è tutto arricchito di ricordi preziosissimi, non potrei mai separarmene.

Lucia che indossa il Lois Dress di Tessuti che ha cucito per il matrimonio di sua sorella.

E il capo più difficile che hai cucito? Perché è stato difficile?

L’anno scorso ho realizzato un capotto di lana seguendo un cartamodello e video-corso in Russo della compagnia Grasser. Ho imparato tantissime tecniche nuove, ma devo ammettere che non è stato un processo semplice. Innanzitutto, seguire istruzioni in lingua diversa è stata un’avventura di per sé, e in più ci sono volute ore e ore di punti a mano, e accorgimenti di sartoria decisamente più elevati di quelli che adopero di solito. Detto questo, ammetto che adoro le sfide e imparare cose nuove – mi è rimasta una voglia incredibile di cucire tantissimi altri capispalla. Se non fosse per il tempo che richiedono, ne avrei l’armadio pieno. 

Lucia indossa il cappotto di lana del cartamodello di Grasser

Quando e dove cuci?

Non ho una routine particolare del cucito, seguo piuttosto l’ispirazione (infatti la mia pagina Instagram passa da improvvisi estri di cucito al deserto dei Tartari per mesi). Cucio soprattutto nei weekend, durante le vacanze o feste pubbliche. Ho di recente risistemato una stanzetta della mia casa che ora mi fa sia da ufficio per lo smartworking che da stanza del cucito! In realtà non passo mai molto tempo a cucire lì, perché mi piace cucire in sala da pranzo, che è una stanza luminosa con un bel tavolo lungo, e per fortuna mio marito non si lamenta (ammesso che recuperi tutti gli spilli e fili volanti quando ho finito)!

Lucia che cuce sul tavolo della sua sala

Quante e quali macchine hai? 

Ho solo una macchina da cucire, una Brother Innovis NV15. È una macchina domestica che però finora è riuscita a cucire di tutto. Dal voile al denim, dalla lana al jersey di viscosa… è davvero magnifica (ed economica). Ho pensato tante volte se acquistare una taglia e cuci, ma non realizzo abbastanza capi di jersey per giustificarla, e riesco a fare tutto il resto con questa macchina.

Scegli prima il tessuto o il cartamodello? Cartamodelli in taglie o disegni tu i tuoi capi? 

Dipende! Ho cominciato scegliendo prima il cartamodello, ed era decisamente la soluzione più economica ed eco-friendly visto che non compravo mai stoffe che non avrei usato. Addentrandomi però nel mondo delle stoffe… non sono riuscita più a scamparne! Adoro i tessuti e i negozi di tessuto, ci passerei ore. Mi sono data il limite, adesso, di acquistare solo abbastanza stoffa quanta l’armadietto della mia camera di cucito può contenere. Per quanto riguarda i cartamodelli, di solito tendo ad usare quelli in taglie e modificarli un po’ secondo i miei requisiti. Ho realizzato un paio di capi disegnati da me, e mi piacerebbe farlo più spesso in futuro, ma mi richiede molto tempo e per adesso i cartamodelli in taglie vanno benissimo.

Lucia nei suoi pantaloncini Dawn e Archer Buttonup in denim che si è cucito.

L’errore di cucito più clamoroso e la lezione che hai imparato?

Vi farò ridere… ma già quando non ero più alle prime armi, ho realizzato un paio di Persephone Pants (seguendo un cartamodello di Anna Allen) in denim bianco. Ero così impaziente di cominciare a cucirli che appena è arrivata la stoffa mi sono subito messa all’opera. E il risultato era stupendo, mi calzavano perfetti, ero così felice! Peccato che nella verve creativa mi sia scordata di lavare la stoffa prima di tagliarla e cucirla. Potete immaginarvi che dei pantaloni bianchi non siano durati molto a lungo prima di avere bisogno di un salto in lavatrice. Ahimè, si sono rimpiccioliti terribilmente e ho imparato la mia lezione. Lava sempre la stoffa prima di cominciare, soprattutto se di cotone o misto cotone, e non saltare mai questo step anche se hai tanta voglia di cucire!

Cuci solo per te o anche per altri?

La maggior parte dei capi che ho realizzato sono per me, ma un paio di volte all’anno (che generosa!) cucio anche per altri. Col tempo, in realtà, ho cominciato a cucire sempre più per altri, principalmente perché adoro cucire ma non ho sempre bisogno di capi nuovi. Trovo anche che regalare un capo cucito a mano sia davvero un regalo speciale, perchè è unico e decisamente su misura!

Lucia in un abito che si è cucita

In cosa il cucito ti ha cambiato la vita?

In tantissimi modi! Partendo dal più basilare, ha cambiato completamente il mio approccio con la moda e l’acquisto di capi. Anche se non cucio tutto quello che indosso, capita molto di rado che io compri capi nuovi, e la maggior parte dei capi di pronto-moda che acquisto li trovo nei negozi dell’usato. Apprezzo moltissimo il tempo, la fatica e anche il costo che un capo dovrebbe avere, adesso che so quanto lavoro ci sia dietro, e non riesco a comprare abiti di fast-fashion il cui costo così basso deve per forza rappresentare lo sfruttamento di chi li produce. 

Da un punto di vista più personale, cucire mi ha fatto conoscere una community magnifica, sia virtuale (su Instagram) che di persona qui nel mio paesino inglese. Ho anche accennato che mi ha davvero aiutata a restare me stessa in quei mesi così difficili dei reparti Covid, e adesso è sempre il mondo in cui mi rifugio quando ho bisogno di staccare, ma anche di creare qualcosa di bello che posso tenere stretto tra le mani una volta finito.

Un libro di cucito che ci consigli di leggere?

Un libro che adoro e che mi trovo spesso a sfogliare quando ho bisogno di ispirazione (e ogni tanto anche per qualche consiglio di tecnica), è Couture Sewing Techniques di Claire B. Shaeffer. È un volumetto interessantissimo sulle tecniche couture impiegate nel realizzare capi di alta moda e di sartoria più pregiata. Non è proprio un manuale di cucito, ed è più adatto a chi ha già conoscenze intermedie di cucito e vorrebbe un compendio di tecniche più particolari. Purtroppo è solo in inglese, ma le immagini sono utili e ben spiegate. In generale, lo trovo un testo affascinante che forse non molti conoscono.

Lucia indossa un Lois Dress di tessuti

Che consiglio/consigli daresti a chi vuole iniziare a cucire?

Forse il mio consiglio più prezioso è quello di abbandonare ogni perfezionismo e buttarsi a caduta libera nel cucito! Ecco, magari non proprio senza paracadute, ma di sicuro consiglierei di armarsi di qualche stoffa economica, magari scampoli, o vecchie gonne di taglia grande trovate dall’usato, come facevo io all’inizio. In questo modo non vi dispiacerà se il risultato non è un granché, ma per me il modo più rapido per imparare è provare (e sì, con tutti gli inevitabili errori!). Un corso base di cucito sarebbe utile se siete proprio alle prime armi e non avete mai visto una macchina da cucire in vita vostra, ma se non potete permettervelo ci sono tantissime risorse gratuite su YouTube, vari blog, e in generale su internet. Io ho imparato a cucire proprio così, con a fianco Google e l’immancabile YouTube, e ho investito nel mio primo corso quando ho realizzato il cappotto di lana, tre anni dopo aver cominciato a cucire! Non è indispensabile spendere tanto per iniziare, e si trovano tante macchine da cucire usate (o magari potete chiederne una in prestito ad amici e nonni) che sono perfette per le esigenze di un principiante – non lasciatevi abbagliare dalle super macchine da cucire con mille funzioni, io ne uso sempre tre o quattro al massimo!

Qual è il tuo prossimo progetto di cucito?

Sono stata un po’ monella e ho tre progetti ritagliati che non ho ancora iniziato, a cui però non vedo l’ora di dedicarmi. Il primo sarà un blazer in tessuto di lino ritagliato da un cartamodello della rivista Burda, il secondo un pigiama a due pezzi usando il cartamodello Carolyn Pajamas di Closet Core Patterns, e infine ho in programma di realizzare almeno un paio di Ogden Cami (cartamodello di True Bias) per aggiungere al mio guardaroba un po’ di capi facili da indossare in ufficio in primavera ed estate con un cardigan o una giacca. 

Lucia nei suoi Burnside Bibs

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