Storie di cucito: intervista a Regina | @regi_sewing_coco

by Ladulsatina

La storia di cucito di questo mese è quella di Regina Angelini aka @regi_sewing_coco. Regina ha iniziato a cucire nel 2018, per aiutare sua figlia a imparare a utilizzare la macchina per cucire, che aveva desiderato come regalo di compleanno per i suoi undici anni. Da allora è stato amore e Regina si cuce ormai tutti i vestiti che indossa.

Ecco la sua storia, buona lettura 🤗


Ciao, presentati!

Mi chiamo Regina Angelini, ho 51 anni e svolgo un lavoro di precisione: mi occupo di contabilità in una azienda chimica. Nel tempo libero, quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo dalla famiglia, dai cani, e dalle mansioni di casa, le mie attività preferite sono quelle creative: il cucito e la maglia. Su Instagram i followers mi conoscono come @regi_sewing_coco

Adoro cucire la stoffa jeans: denim, chambray e twill blu secondo me riescono ad enfatizzare in modo speciale il design dei capi.

Regina che cuce con la sua macchina per cucire.

Come, quando e perché hai iniziato a cucire? 

Ho iniziato a cucire nel 2018, quando mia figlia per il suo undicesimo compleanno inaspettatamente mi chiese in regalo… una macchina da cucire! Dopo averci riflettuto, pensai che l’idea più pratica fosse acquistare non un giocattolo ma una vera macchina da cucire meccanica, modello di base, che dopotutto attirava anche me. Sono cresciuta utilizzando come base della scrivania la vecchia Singer del 1935 della mia nonna materna, ma avrò visto mia madre usarla non più di un paio di volte. Da bambina per me il mondo del cucito era essenzialmente il cucito a mano, con ago filo e tante cuciture storte che mi divertivo a fare.

Tornando al 2018, mia figlia dopo un paio di tentativi mi propose di iniziare a imparare io, così poi le avrei spiegato: è andata a finire che io mi sono innamorata perdutamente del cucito, mentre lei ha lasciato perdere.

Qual è il primo capo che hai cucito? Com’è andata?

Da vera autodidatta, ho iniziando comprando un po’ a caso alcuni manuali di cucito e la rivelazione è stata il libro “CUCITO FACILE E MODERNO” tradotto dal giapponese: un libro contenente vari cartamodelli semplici e modificabili, con istruzioni chiare ed essenziali. E soprattutto modelli di vestiti con uno stile lineare che cercavo da sempre e non ero mai riuscita a trovare nei negozi. Da Cucito Facile e Moderno provai per la prima volta a tracciare il cartamodello con la carta velina, a tagliare del lino blu e a cucire una semplice gonna lunga con elastico e cordino in vita. La uso ancora adesso! Dopo ore di fatiche, l’idea di poter indossare qualcosa interamente fatto da me in un bel tessuto naturale è stato esaltante.

Qual è il capo che hai cucito a cui sei più legata? Perchè?

E’ difficile rispondere, perché la maggioranza dei tanti capi che mi sono cucita contiene ricordi, pensieri, cura nella ricerca del tessuto. Alcuni sono semplici e li indosso molto spesso, altri mi fanno sentire elegante e speciale, altri moderna e stilosa… Però la soddisfazione più grande è stata cucirmi l’abito da sposa per il 3 maggio 2023!!

Non mi sarei mai sentita me stessa in un abito acquistato, lussuoso e tradizionale. Dopo lunghe ricerche e riflessioni, ho optato per un modello di una stilista indie con uno stile vintage che mi piace molto: @jenniferlaurenhandmade. Ho cucito un abito corto, stretto in vita da una fascia, con una linea un po’ country: il #jlhkinfolkdress

Non potendo prevedere il meteo di inizio maggio, ho cucito anche un top di @raglan.it aggiungendo del tulle. E avevo per scaramanzia realizzato anche una giacca in lana rosa cipria, in caso di freddo… A dirla tutta, il primo abito da sposa cucito era in una bellissima doppia garza bianca a stelline argento, ma il risultato non mi piaceva.

Allora Eleonora @whatnoramakes mi ha accompagnata a scegliere un’altra stoffa. Ed è così che l’abito da sposa definitivo è stato realizzato in denim bianco! Il giorno del matrimonio mi sono sentita veramente me stessa, felice, a mio agio e bella.

Regina indossa l’abito da sposa che si è cucita.

E il capo più difficile che hai cucito? Perché è stato difficile?

Forse la difficoltà maggiore come autodidatta l’ho incontrata con le cerniere dei pantaloni… per quanto le istruzioni dei cartamodelli di stilisti indie siano molto dettagliate, non è mai come impararlo guardando una vera insegnante! 

Quando e dove cuci?

Abito in un bilocale e l’unico tavolo a disposizione è quello della cucina. Ogni volta che cucio devo tirare fuori la macchina, l’asse da stiro, insomma monopolizzare la cucina. Oltre a tagliare la stoffa sul pavimento del salotto. Insomma, alla fine per cucire aspetto un weekend in cui i figli sono dal padre e ho abbastanza tempo ed energia solo per me stessa. Una volta cucivo anche di sera se ero da sola, ma ora ho due bellissime cagnolone adottate dal canile che vogliono uscire per le passeggiate.

Regina che si cuce l’abito da sposa in cucina.

Quante e quali macchine hai? 

La prima macchina, che in realtà appartiene a mia figlia, è una Necchi meccanica che mi ha insegnato tantissimo. Poi ho voluto qualcosa di più serio e che mi garantisse un cucito soddisfacente, e ho scelto una elettronica: la Bernette Sew & Go 8 con cui mi trovo benissimo. Per le rifiniture ho aggiunto anche una tagliacuci Singer Heavy Duty, ma confesso che non la so usare bene e aspetto qualche giorno di ferie per dedicarmi finalmente al corso online di Cucito Espresso.

Scegli prima il tessuto o il cartamodello? Cartamodelli in taglie o disegni tu i tuoi capi? 

Considerato che il mio stash (scorta di stoffe) è notevole, direi che prima scelgo il tessuto! Vicino a casa ho l’outlet del gruppo Max Mara che vende anche scampoli di notevole qualità, di solito scelgo lino, jeans, misto lino/lana, misto lino/seta. La viscosa invece non mi piace, e per principio non acquisto tessuti sintetici. Ho una bella collezione di libri di cucito giapponesi, e acquisto i cartamodelli in PDF di stilisti indipendenti.

Regina indossa un capo che si è cucita.

L’errore di cucito più clamoroso e la lezione che hai imparato?

Con l’età e la menopausa il mio corpo è cambiato, e soprattutto il mio seno è diventato abbondante. Ora sono dimagrita ma il seno resta. Ecco, il principale errore dei primi anni di cucito è stato scegliere la taglia in base al mio seno. Solo continuando a informarmi e a scoprire, ho capito che avevo assolutamente bisogno del “FBA” Full Bust Adjustment: si tratta di una tecnica poi non troppo difficile per modificare il cartamodello adattandolo al mio seno. Oppure acquisto cartamodelli che già prevedono differenti coppe per ciascuna taglia. E’ molto soddisfacente poter cucire capi per il proprio corpo, mette al centro noi stesse e la nostra bellezza di donne, invece di cercare di adeguarci a ciò che il fast fashion ci propone.

Cuci solo per te o anche per altri?

Confesso che mi entusiasmo a cucire solo per me stessa, anche se mi impegno a realizzare almeno una camicia all’anno per mio marito!

Regina indossa un paio di pantaloni e una giacchetta che si è cucita e un top creato a maglia.

In cosa il cucito ti ha cambiato la vita?

La cosa che apprezzo più di tutte è che il cucito mi fa sentire connessa alle donne della mia famiglia, mancate da tantissimi anni. In particolare, la mia nonna paterna Carolina era una famosa sarta e aveva un laboratorio con sua sorella (il cui soprannome Coco fa parte del mio nome Instagram). Io non l’ho conosciuta perché è morta quando ero piccina e abitava a 1000 km di distanza, ma da quando cucio ritrovo un po’ del suo mestiere nelle mie mani, penso a lei e ho imparato a conoscerla da tutti i piccoli gesti che si compiono tra stoffa spilli e macchina da cucire. Il cucito mi permette anche di esprimere la mia creatività, il mio bisogno di fare e costruire e di vedere il risultato concreto. Non ultimo, finalmente possiedo abiti che rispecchiano il mio stile personale, e il mio gusto in fatto di colori, texture, tessuti di qualità.

Da quando cuci è cambiato il tuo modo di fare acquisti/shopping? Se sì come?

Be’ semplicemente è da anni che non faccio più shopping di abbigliamento! Acquisto solo biancheria intima (anche se ho qualche paio di slip cuciti da me), collant e scarpe. Inoltre mi dedico al lavoro a maglia, che rende il mio guardaroba completo. Per me è importantissimo anche da un punto di vista di sostenibilità e ambiente. Il fast fashion non solo propone capi dozzinali con cuciture e tessuti di dubbia qualità, ma provoca anche sfruttamento da qualche parte nel mondo e io mi rifiuto di indossare abiti che contengono queste brutte storie.

Regina indossa capi che si è creata da sola.

Un libro di cucito che ci consigli di leggere?

Non è propriamente di cucito, ma parla molto della sostenibilità dell’abbigliamento: “I Vestiti che Ami Vivono a Lungo” di Orsola de Castro, Corbaccio Editore. E’ molto bello anche un libro ricevuto da mio marito, che racconta la storia dei tessuti: “La Trama del Mondo” di Kassia St Clair, Utet.

Che consiglio/consigli daresti a chi vuole iniziare a cucire?

Consiglio di buttarsi e provare senza scoraggiarsi e senza ansie da prestazione, è bello avere un hobby creativo che ci fa scoprire competenze nuove. E non è obbligatorio iniziare dall’abbigliamento: la tipografa che mi stampa spesso i cartamodelli cuce solo borse e zaini, per esempio!

Regina indossa un outfit che si è cucita.

Qual è il tuo prossimo progetto di cucito?

Ho in mente un paio di abiti a portafoglio in lino, il mio corpo è cambiato ancora e devo ridurre le taglie. Il mio armadio già trabocca di vestiti cuciti da me, e procedo solo quando sono sicura di cosa ho realmente bisogno e di cosa indosserò molto spesso.


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